Il giro del mondo in una mattinata al Brixton Village

La metro di Brixton è sempre paccata di gente. Bianchi, neri, gialli, coppiette felici, stonati con i capelli rasta, mamme con i passeggini, ragazzini che strillano con il loro accento ultra east london (innit..?). Teenager che sfilano le ultime tendenze della high street londinese, signore africane con i loro abiti multicolore, le formose grazie belle in evidenza e i capelli stile “non me frega se te faccio ride”. Indiani che lasciano la scia di curry tra le scalamobili, italiani che si contraddistinguono per la loro classe nel vestire e per gli sguardi “radiografia” alla flora che li circonda. Inglesi del tutto ignari del melting pot che li passa accanto e cinesi che, chissà, che staranno commentando tra loro di tutta questa caciara?

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E poi ci sono io. Come sempre nel mio mondo, che osservo il mondo. La mia musica latino americana nelle orecchie, e gli occhi che guardano il mondo che scorre accanto.

Fuori dalla metro c’è un via vai di gente e una lunga e ordinata fila per il bancomat. Già, al mercato accettano solo cash (contanti).

Giro a destra e poi alla prima a destra. Negozi di parrucche e parrucchieri la fanno da padrone in Atlantic road. Mi inoltro nella via e la caciara si fa via via sempre più grande. L’odore di pesce si fa pesante, e la gente fa la fila (anche qui) per comprarlo. Faccio capolino per vedere se si tratta di “veri” pesci o fake (falsi) in puro english style. Da sarda vi rassicuro che la qualità non è poi cosi’ male. Fette di salmone e pesce spada a prezzi accessibili e gamberi, gamberetti e gamberoni di buona qualità riempiono il banco.

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Continuo a camminare tra bancarelle di cianfrusaglie per la casa, vestiti a prezzi più bassi di Primark, e tanta tanta frutta e verdura.

Sulla sinistra dopo cinque minuti di passeggiata, trovo l’entrata del Brixton Village. Dall’altra parte della strada, invece, l’entrata al Market Row.

Vado a sinistra, e inzio dal Village.

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La prima cosa che colpisce sono gli odori e i colori.

Un vero melting pot di culture che si ritrova nello stesso posto nello stesso momento. Inghilterra, Africa, Jamaica, italia, Giappone, Colombia, Messico, Australia e potrei continuare la lista. Siamo tutti là. Tutti assieme nello stesso luogo, nello stesso momento, a magnà!

Il Brixton market esiste dal 1870. Ai tempi si dilungava solo su Atlantic road, per poi negli anni occupare anche Brixton road (la via principale dove c’è la stazione della metro). Il quartiere pian piano cresceva e si popolava, e iniziarono ad aprire i primi negozietti locali e le varie catene si espandevano in questa parte della città.

Tra il 1920 e il 1930 venne costruita la galleria coperta, dove gli ambulanti di Brixton road vennero trasferiti.

Nel 2007 il Village e Market Row vennero venduti ad una società immobiliare privata, che si occupo’ della ristrutturazione del mercato per renderlo cosi’ come lo conosciamo oggi, il cuore principale della cultura afro-caraibica londinese.

 

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Frutti esotici colorati e dalle forme più strane la fanno da padroni. I prezzi sono talmente a buon mercato che non sembra nemmeno di essere a Londra per un momento. Tre avocados e un casco di platani per 1£ ognuno.

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E anche la carne sembra a buon mercato.

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I ristoranti sono pieni, e quasi da per tutto c’è la fila per sedersi.

Buon segno: si mangia bene e si spende poco!

E a sbirciare i piatti della gente seduta sembra tutto molto gustoso. C’è solo l’imbarazzo della scelta su quale cucina assaggiare.

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Io scelgo la colombiana. Ma questa volta compro tutti gli ingredienti (introvabili al supermercato)  per cucinare a casa.

Dal ristorante Santafereño compro il pan de bono (pane al formaggio tipico colombiano) e un buonissimo succo di guanabana che mi gusto strada facendo. I ragazzi del ristorante sono cosi’ gentili da rivelarmi il negozio dove poter comprare i loro ingredienti segreti!

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Con meno di 10£ compro un barattolo di dulche de leche, un pacco di arepas (focaccine di mais), un pacco di pan de bono, e la guanabana gongelata per rifarmi il succo a casa. A spacciarmi il tutto un negozio indiano accanto al mercato, tempio del rifornimento per preparare piatti etnici!

Ma il mercato non offre solo ristoranti e botteghe.

Si possono infatti trovare abiti e artigianato afro-caribico, santini e statue di gesù o semplicemente sorseggiare un caffè.

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Dall’altra parte di Atlantic road invece si trova il Market Row. Una galleria di botteghe e ristoranti che raggiunge il massimo della movida dopo le 6 di sera, quando le botteghe chiudono per lasciare la scena a ristoranti e pub. A farla da padrone qui è la pizzeria Franco Manca. Quasi un’istituzione a Londra, offre pizze con l’impasto napoletano, molto gustose, talvolta crude, ma molto molto economiche: pizza e birra 10£!

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Lontano dalle tratte turistiche, vicino a tutto il mondo.

Don’t miss it!

 

 

3 pensieri su “Il giro del mondo in una mattinata al Brixton Village

  1. Pingback: Non solo Mc Donald’s…ovvero: i 5 migliori hamburger a Londra | Che te magni?

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